If Book Then 2012


Posted on 6 febbraio 2012 by  in: bibliotecarinonbibliofili

Giovedì scorso, nonostante una pianura padana che dall’alta velocità sembrava un tunnel bianco completamente uniforme, sono sbarcata a Milano per il mio primo If Book Then
Congresso ricco, internazionale sull’editoria (tradizionale e digitale), non provo neanche a farne un resoconto esaustivo ma segno qui alcune cose che ho sentito. I bibliotecari presenti – ci siamo contati – erano quattro, perciò spero di essere utile anche con questo piccolo racconto.

Intanto, i dati.

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Scrive Luciana Cumino

come molti di voi sapranno settimana scorsa si è tenuto a Milano il convegno IfBookThen organizzato principalmente da BookRepublic.

Al link http://www.ifbookthen.com/it/ trovate alcune slides delle relazioni e link ad articoli che parlano dell’evento, si spera a breve di poter vedere i video di entrambe le giornate.

Al link http://nonbibliofili.wordpress.com/ l’esauriente resoconto di Virginia Gentilini che era all’evento con me, Paolo Lucini del Consorzio Nord-Ovest e Silvia Franchini della biblioteca di Alzano Lombardo. Noi eravamo gli unici bibliotecari presenti.

La mia impressione è che, contrariamente all’entusiasmo dell’anno scorso, quest’anno ci fosse molta più incertezza sul futuro, forse a causa della flessione della vendita di ebook in USA rispetto al boom dell’anno scorso. Inoltre gli editori hanno molto timore del self-publishing, se ne è parlato molto sottolineando una nuova attenzione da dare agli autori, valorizzandone in tutti i modi il
ruolo e il prodotto. La piattaforma della Penguin, Book Country, è orientata in questa direzione e non ho potuto non pensare al fatto che prima gli autori dovevano fare salti mortali per farsi pubblicare,
mentre ora le case editrici li cercano disperatamente.

Si è parlato di Pirateria, ma non ripeterò quanto Virginia racconta già con molta efficacia.
Si è parlato anche di “Social” come strumento di marketing basilare per il lancio degli ebook di autori sconosciuti.

Non si è parlato per nulla di biblioteche, anche se non esiste nulla di più “Social” secondo me.
Ciò che mi ha lasciato più interdetta è stato il Workshop del giorno dopo (qui il link al programma:
http://www.ifbookthen.com/it/?page_id=261).

Io ero l’unica bibliotecaria, il pubblico era di numero nettamente inferiore alla giornata precedente, i relatori erano Shatzkin, Barton per la Penguin e Miller (agente letterario inglese). L’atmosfera era
informale e colloquiale, senza retorica o peli sulla lingua.

Si è evidenziato il clima di profondo cambiamento e il fatto che noi ci trovamo nel bel mezzo di questo cambiamento in cui tutto può accadere e in cui le barriere (territoriali, linguistiche, etc..)
verranno man mano abbattute. Ancora ci sono problemi tecnici da affrontare e risolvere, come quelli legati alle illustrazioni e ai libri per bambini.

Uno dei nodi da risolvere è il prezzo del libro, che non deve essere troppo basso o si rischia di dare percezione al lettore di scarsa qualità (e di guadagnare troppo poco…).
Gli editori devono evolvere ed acquisire nuove competenze tecniche allargate agli altri media, confontandosi con le esigenze del pubblico per escogitare le migliori strategie e creare ebook funzionali.

Miller si è soffermato sui contratti che sono diventati molto più complessi per cercare di comprendere tutti gli aspetti legati al libro, specie l’edizione digitale. Lui sostiene che mentre il prezzo dei libri è determinato dai costi di produzione e distribuzione, il prezzo degli ebook dipende sostanzialmente da quanto l’autore decide di guadagnare su ogni singola copia venduta. Comunque anche lui sottolinea l’importanza di un rapporto forte con l’autore, garantendo
trasparenza nei report, pagamenti mensili, indicazione dei retailer, etc..

Gli estratti di testo sono utili per aumentare le vendite, mentre ancora non si sa come si potrebbero regolamentare modelli di abbonamento.

Le cose che mi hanno più colpito sono state:
– non è vero che il mondo della musica e degli ebook sono così simili, anzi quasi per nulla
– i DRM non sono un problema se non per le biblioteche – i testi distribuiti al pubblico gratuitamente (sotto forma di digital lending o di pirateria) sono vendite mancate – il digital lending non piace per niente agli editori (difatti i grandi 6 editori USA se ne tengono alla larga)Insomma, l’impressione che mi sono fatta di queste due giornate è che la prima sia stata la vetrina delle buone intenzioni e delle belle parole, la seconda del business degli ebook e delle strategie di vendita e salvaguardia del proprio lavoro.

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