35 FAQ sugli E-book


Condivido il messaggio di Laura Testoni su AIB-CUR

ALA, l’Associazione dei bibliotecari americani, nel gennaio di quest’anno si e’ insediato un Gruppo di lavoro sul libro elettronico.  A giugno 2011 il gruppo di lavoro ha pubblicato 35 FAQ sugli E-book:
<http://www.ala.org/ala/aboutala/offices/oitp/e-book_faq.pdf>, documento snello e “di base” pensato per i bibliotecari.

Laura precisa che:

Questo documento parte da un presupposto che mi sento di condividere, indicato nella terza FAQ: “Perche’ le biblioteche dovrebbero offrire e-books?” – E la risposta e’: “Many readers have purchased dedicated reading devices or multipurpose computer tablets and expect the public library to offer e-book downloads as an extension of print library lending” (molti lettori hanno acquistato dei dispositivi di lettura e si aspettano che la biblioteca pubblica fornisca loro il download di e-book come naturale estensione del prestito dei libri stampati).

Ancora: Secondo uno studio Ipsos media, in Italia gli utenti di smartphone (che non dimentichiamo sono a tutti gli effetti dispositivi di lettura) sono 20 milioni, e sono aumentati del 52% rispetto al 2010
(purtroppo non ho la fonte Ipsos di prima mano, ma questo:
<http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/26/news/italia_smartphone-mania_gli_utenti_a_quota_20_milioni-22247656/>).
Questi 20 milioni di possessori di smarphone, quando (e sottolineo: se) busseranno alle nostre biblioteche per chiedere di essere approvigionati di cose da leggere, che risposta troveranno? Diremo loro che, per
tutelare la loro privacy, gli proponiamo solo libri di carta?

Non sfugge che non solo l’acquisizione di un e-book, ma qualunque gesto facciamo online, compresa una query su Google, comporta una micro-cessione della nostra privacy, e non sfugge nemmeno, come
giustamente sottolineato dalla EFF (ringrazio Beppe Pavoletti per l’indicazione), che i DRM limitano l’uso dei libri.

Il rischio da evitare pero’ e’ cristallizzare il dibattito. Non si tratta infatti di capire se l’e-book, nelle sue forme attuali, sia un bene o un male, o giudicare, per i nostri utenti, quale sia la tecnologia migliore; si tratta, a mio avviso, di conoscerle tutte, e compatibilmente con i costi, i benefici, le risorse e le possibilita’,
di offrire tutto, o perlomeno predisporsi a far provare tutto, nella consapevolezza dei limiti dell’offerta, dei colli di bottiglia, delle politiche talvolta miopi presenti nella filiera del libro, della posta in gioco.

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