DRM


Riporto qui di seguito le riflessioni di un frequentatore di biblioteche.

… frequento le biblioteche come utente …
Personalmente vedo la fruizione (dal prestito all’acquisto) degli ebook sottomessi al DRM come destinato al fallimento. Molti editori e spero anche molte biblioteche hanno già capito che il DRM, invece che sconfiggere la pirateria, la alimenta.
In breve:
– Il DRM è facile da rimuovere, ma costa a chi lo deve applicare in termini di licenze.
– Il DRM è noioso per l’utente che si deve accertare che il DRM supportato dal proprio reader sia compatibile con il DRM con cui è distribuita l’opera.
Mettiamoci nei panni di un cittadino medio. Teniamo presente che il termine “medio” in questo caso si riferisce comunque ad una persona tecnologica, che ha un palamare/pad/ereader, che sà utilizzare il computer e la rete. Supponiamo che questa persona voglia leggere il libro “XYZ”. Ha svariate alternative:
1) uscire, prendere l’auto, trovare parcheggio, andare in biblioteca o in libreria e prendere a prestito o acquistare il libro
2) collegarsi su un sito di un editore che offre libri con DRM, scegliere il libro, verificare la compatibilità del DRM con il proprio lettore, pagare il libro, gestire il DRM del libro, registrazione, autenticazione, scarico, convalida…
3) collegarsi su un sito di un editore che offre libri senza DRM o con DRM di tipo sociale o watermark, pagare il libro e scaricarlo dove più gli piace
4) perdere due o tre ore a girare su siti illegali, in mezzo a pubblicità e spyware, scaricare un paio di virus rinominati come il libro che cerca e finalmente scaricare (illegalmente) il libro cercato
Nel mio caso l’ordine di scelta sarebbe 3/4/1/2 … sembra che anche molte case editrici (vedi Simplicissimus) siano dello stesso parere. Non vedo quindi come mai una biblioteca dovrebbe prendere la strada del DRM quando tutti la stanno abbandonando.
Certamente gli editori devono essere tutelati. Penso però che si possano mettere in campo vari accorgimenti per limitare la diffusione di un testo. Il watermarking può essere uno di questi, ma anche semplicemente ritardando la cessione. Ad esempio, la biblioteca X acquista per il prestito 10 copie del libro XY. Supponiamo che mediamente un utente impieghi 15 giorni a leggere il libro. Bene, la biblioteca potrà “prestare” 10  volte il libro, ma dovrà aspettare 15 giorni dal primo prestito prima di procedere a “prestare” nuovamente il libro.

 

 

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