DRM e ebook – Luca Ferrieri


” …Ribadiamo che l’esperienza di Cologno non è né in contrapposizione né in contraddizione con il digital lending. Semplicemente pone l’accento sulla nuova esperienza di lettura che gli ebook (reader) dedicati consentono, e che non è in nessun modo paragonabile con quella di una lettura in streaming o di un download in pdf sul proprio computer. E prepara il pubblico dei lettori al momento in cui sarà possibile il digital lending nelle biblioteche italiane, creando familiarità con questa modalità di prestito e soprattutto con la lettura su device dedicati. Riteniamo che questo sia un ampliamento dei servizi offerti ai lettori, i quali peraltro si sono dimostrati molto interessati ma anche molto critici, come è visto nei focus group che abbiamo organizzato con loro.

Nel corso di questa esperienza abbiamo incontrato ostacoli quasi insormontabili per trasferire gli ebook protetti con DRM Adobe sui nostri device. Li ricapitoliamo, scusandoci per i tecnicismi e gli inglesismi:
1) non è possibile ampliare il numero di device autorizzati, anche quando ci fosse l’accordo con l’editore. Adobe infatti ci ha detto che “tecnicamente” lo strumento non prevede o permette tale possibilità;
2) non è possibile gestire il trasferimento dei file sui device con programmi diversi da quello di Adobe (Adobe Digital Editions) o almeno, noi non ci siamo riusciti;
3) non è possibile trasferire i file su device come Kindle o Iliad (che costituiscono la maggior parte dei nostri apparati).

Tali limitazioni riducono in modo drastico la possibilità di mettere a disposizione dei nostri utenti i file protetti con DRM. Questo vale anche per i file *azw* di Amazon, come ci ricorda Giulio Blasi, e noi non facciamo nessuna preferenza per gli uni o per gli altri, così come auspichiamo che anche da parte dei produttori di hardware vengano superati gli sbarramenti verso certi formati.

Nella nostra esperienza, però noi ci siamo scontrati con il problema creato dai DRM Adobe (visto che non esistono ancora, e speriamo non esistano mai, ebook italiani
protetti con DRM Amazon) e da qui siamo partiti. Oltre all’aspetto invasivo dei DRM in quanto tale, c’è anche la beffa dell’incompatibilità tra un DRM e l’altro: non esistono device “multiDRM” e quindi quelli che accettano il DRM di Amazon non supportano il DRM di Adobe e così via.

La nostra opposizione all’acquisto di ebook protetti con DRM è quindi, in questo ambito, una posizione eminentemente pratica e fattuale: qualora Adobe (o, in futuro, anche Amazon) risolvesse i problemi che abbiamo posto, noi acquisteremmo anche libri protetti con DRM, perché non priveremmo i nostri lettori della possibilità di leggere l’ultimo libro di Eco in formato digitale.

La nostra scelta a favore di sistemi di protezione meno invasivi e per una politica di prezzi equi per il digitale, la proseguiremmo con altri mezzi e in altri ambiti.

Quindi non riteniamo fondate le obiezioni che Giulio ci muove, relativamente al fatto che “se una biblioteca acquista un ebook a 10 euro e lo mette in rete per fare il prestito digitale senza limitazioni questo genera il paradosso per cui – con un singolo acquisto – tutto il mercato potenziale nell’area di riferimento della biblioteca è soddisfatto con un singolo acquisto”.

Noi non mettiamo in rete un bel niente e non vogliamo diffondere “illimitatamente” opere protette: stiamo semplicemente cercando di far leggere ai nostri lettori gli ebook che vengono pubblicati da Mondadori, Einaudi, Rizzoli ecc.

Ci pare che le biblioteche, in questo momento decisivo per il decollo di un mercato dell’ebook, abbiano il dovere di far sentire la propria voce e di chiedere che sia garantita la massima interoperabilità dei formati, con preferenza per quelli open, che gli editori facciano offerte specifiche e favorevoli alle biblioteche, che nessun produttore,  distributore, venditore possa imporre, insieme al libro che offre, anche il device su cui andrà letto.

Per questo continuiamo a ritenere che sistemi di protezione come i DRM siano lucchetti che impediscono, oltre alla diffusione della lettura, anche lo sviluppo del mercato. E che non garantiscono contro la pirateria, perché sappiamo tutti che possono essere craccati in dieci minuti.

Le uniche armi contro la pirateria sono una politica equa di prezzi da parte degli editori, una offerta ampia di contenuti, un coinvolgimento e una responsabilizzazione dei lettori (in carne e ossa) possibile solo se vengono riconosciuti i loro diritti.

Ringraziamo Blasi e tutti gli intervenuti, in lista e fuori lista.

Gruppo di Lavoro “Ebook”
Biblioteca Cologno Monzese

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