DRM: l’opinione di Rosa Maiello


… credo che ci sia una differenza  fondamentale tra cio’ che e’ prestito bibliotecario e cio’ che e’ business.
Il prestito bibliotecario (tradizionale o digitale) è gestito dalla biblioteca ed e’ basato su un accordo esplicito tra biblioteca e utente per cui ci sono regole che entrambi s’impegnano a rispettare (la biblioteca a tutelare la privacy dell’utente e l’utente a rispettare da un lato il copyright e dall’altro la proprietà pubblica del documento).

Il business detta le *sue* regole, e se c’e’ un DRM chiuso queste regole sopravanzano la volonta’ e la responsabilita’ degli attori (il comportamento dell’utente e’ gestito dal DRM, indipendentemente dalle leggi e persino dalle licenze d’uso, che tra l’altro presuppongono la volonta’ di rispettarle), inoltre spingono verso l’uso di determinati device piuttosto che di altri. Che questa sia una tecnologia rudimentale, lo dimostra proprio la crescente diffusione dei cosiddetti “social DRM“, che associano i dati personali dell’utente al file utilizzato, ma non lo bloccano e non gli impongono l’uso di determinati device.

Quello che in ogni caso sparisce con il DRM – chiuso o social – è la privacy. L’utente del prestito digitale rischia il blocco o la gogna mediatica prima ancora di poter dimostrare che magari non ha compiuto alcuna violazione.
Rosa Maiello [Thu, 2 Dec 2010 12:36:31]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...