Il punto di vista di Blasi su Adobe DRM e il prestito di ebook in Biblioteca


Anticipazione di un articolo che sarà pubblicato tra breve su Bibliotime  (per gentile concessione di Michele Santoro) in versione PDF liberamente scaricabile all’indirizzo:

<http://www.medialibrary.it/Bibliotime_Blasi_Ebook-DRM_2010.pdf>.

Il parere di Giulio Blasi  sul tema  del prestito digitale e del futuro degli e-book in biblioteca:

1) Questa iniziativa rischia di far confondere il prestito dei “device” con il prestito degli “ebook”. Il prestito di device (nel modo in cui si fa a Cologno) è una procedura manuale: il bibliotecario carica sul lettore manualmente un certo numero di ebook e dà poi a prestito il device così caricato all’utente finale. Questo non è prestito digitale ma prestito manuale di device di ebook. Il prestito digitale di ebook è invece (come accade in tutto il mondo nelle biblioteche accademiche e nelle public library) un’architettura di rete che permette all’utente di scaricare o visualizzare un ebook su un device qualsiasi (proprio o della biblioteca, non c’è differenza).

Se il prestito di e-book viene fatto a mano il paradosso è che si realizza un processo più costoso, difficile, lento e fragile del prestito tradizionale e sopratutto non si ottiene alcuno dei vantaggi che può portare il digitale in biblioteca:

velocità, disseminazione, costo di transazione ridottissimo, possibilità di cooperazione tra biblioteche. Come Ferrieri stesso ha sostenuto in un articolo recente su “Biblioteche Oggi” questo prestito manuale di e-book vale come sperimentazione di nuove pratiche di lettura in un periodo di passaggio come quello che viviamo ma non può essere proposto come sistema distributivo standard in biblioteca;

2) Il prestito digitale di ebook richiede necessariamente una qualche
forma di protezione (DRM). La ragione per la quale un qualche DRM è
fondamentale per il prestito digitale di ebook in biblioteca è molto
semplice:

se una biblioteca acquista un ebook a 10 euro e lo mette in rete per fare il prestito digitale senza limitazioni questo genera il paradosso per cui – con un singolo acquisto – tutto il mercato
potenziale nell’area di riferimento della biblioteca è soddisfatto con un singolo acquisto. In pratica, fallisce l’editore (a meno che per ragioni diverse non abbia costruito dei business model basati sulla gratuità ma questa è un’altra faccenda). Nell’articolo cito i due sistemi principali usati nel mondo per fare il prestito digitale in biblioteca: sistemi di streaming (in uso nella quasi totalità dei
sistemi di accesso a ebook nel mondo accademico) e sistemi di download a tempo basati su Adobe DRM (usati nelle circa 10.000 biblioteche del mondo che usano Overdrive e adesso anche da Internet Archive per gestire il prestito digitale di opere fuori commercio). Nel primo caso l’utente consulta il contenuto online, nel secondo caso l’utente scarica un file che ha una durata limitata (2-4 settimane tipicamente) come un prestito analogico. In entrambi i casi, il file può essere visualizzato sia su PC che su device di lettura (e-book reader basati su inchiostro elettronico, tablet, smartphone, ecc.) a patto che si sia acquistato oculatamente a monte.

3) Negli USA si ragiona da tempo sulla necessità di costruire dei
benchmark per fare acquisti mirati di lettori di e-book per le
biblioteche:

capacità di connettività di rete, funzionalità dei browser
interni e disponibilità dei DRM Adobe (usati dagli editori più grandi in tutto il mondo) sono i parametri principali da seguire.
MediaLibraryOnLine ha in progetto di realizzare (in accordo con i principali distributori italiani di device) una comparazione sistematica in modo da creare una sorta di “indice” di adeguatezza dei device al mondo delle biblioteche.

4) Più in generale. La battaglia contro il DRM in biblioteca non può
appuntarsi su un singolo operatore (Adobe) e dimenticare gli altri. Il
Kindle – ad esempio – è un sistema costruito per leggere i file con DRM
Amazon e non permette ad esempio la lettura di file epub… E’ quindi
paradossale scagliarsi contro Adobe (che è uno standard di mercato nel
mondo) e dimenticare di menzionare Amazon/Kindle (tra gli altri).

Ma al di là di Cologno Monzese, scrivo questo messaggio per informare su un lavoro che con una certa fatica stiamo portando avanti da qualche anno e che adesso giunge finalmente a compimento: a partire da inizi 2011 sarà infatti possibile usare la piattaforma MediaLibraryOnLine per prendere a prestito digitale (quindi via rete, senza intervento manuale del bibliotecario) gran parte degli ebook sul mercato italiano.

I meccanismi principali saranno due:

a) con alcuni editori (in linea di massima, quelli che propugnano il Social DRM nella vendita all’utente finale) useremo un meccanismo di “streaming” del titolo su PC/Mac/Linux e una lettura diretta dell’epub (o altro formato) su device mobili (tablet Mac/Android, e-ink reader) dotati di adeguato browser e connettività. In pratica il portale riconosce il device e fa il delivery di un file adatto a quello specifico di device. Questa modalità di prestito è già in parte attiva su MLOL ed è realizzata con 2.500 e-book forniti da circa 50 editori italiani. A inizio 2011 il processo sarà disponibile in modo completo anche sui device mobili;

b) con altri editori (in linea di massima quelli che utilizzano DRM
Adobe) useremo invece un sistema di “download a tempo” che consentirà di scaricare il file (in formato PDF o EPUB) e di leggerlo su PC o su uno dei dispositivi che oggi permettono la lettura di questo DRM. La lista completa la si trova all’indirizzo:
<http://blogs.adobe.com/digitalpublishing/supported-devices>. Anche in questo caso si tratta di novità che verranno introdotte a inizio 2011.

Messa nei termini del comunicato di Cologno, la battaglia contro il DRM
in biblioteca rischia di diventare quindi in sostanza una battaglia
contro il prestito digitale, per questo credo siano necessari dei
distinguo estremamente accurati.

La battaglia sul DRM nel mercato del consumatore finale è totalmente
un’altra cosa ed è solo in questo ambito che posso dirmi d’accordo con
Ferrieri.

Ma è davvero importante – per riuscire ad affermare in Italia
un modello moderno e sostenibile di distribuzione degli e-book in
biblioteca – che si distingua accuratamente tra mercato consumer e
mercato bibliotecario, prestito dei device e prestito digitale degli
e-book.

Molte biblioteche che si avvicinano a questo tema senza la dovuta preparazione in termini di analisi del mercato italiano (in tutta la filiera: editori, distributori, hardware, sowftware, piattaforme per le biblioteche) e un’adeguata conoscenza del mercato dove quanto descriviamo si fa già da 10 anni (gli USA) rischiano di percorrere una strada sbagliata e a investire in modo inopportuno risorse in questo periodo assai scarse.

Giulio Blasi