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Archivio mensile:novembre 2011


TURNING THE PAGES 

Una collezione ricchissima di libri e altro materiale  in formato digitale. Da scoprire e da sfogliare.

View virtual books using our Turning the Pages™ system. This version of Turning the Pages™ uses Abobe Shockwave, which can be downloaded free of charge. The volumes may not open if you block popups on your computer.

Per un’esperienza  migliore,   la versione aggiornata, Turning the Pages 2.0™, che funziona anche con  Windows 7  e Vista  (e su Windows XP con  .NET 3 framework), con un’ampia selezione di volumi.

Funziona anche con altri sistemi operativi utilizzando Silverlight, che può essere scaricato gratuitamente.

Infine, esistono  versioni alternative che mostrano immagini statiche (con ingrandimenti e file audio) in pagine web standard, nella stessa finestra. Non sono necessari plugins.



MLOL non segue alcun modello. MLOL è un aggregatore “tecnologicamente agnostico”.
Aggregatore significa che noi integriamo sulla nostra piattaforma contenuti, tecnologie e modelli di business forniti da un certo operatore indipendente da noi.
Se non distinguiamo queste due cose facciamo un po’ fatica.
Piattaforme, editori, aggregatori, distributori sono soggetti diversi della filiera con ruoli diversi: se ne discutiamo sempre come fossero un blob non capiamo bene i meccanismi del digital lending ed è un peccato.
Attualmente gli operatori principali che integriamo su MLOL sono:
a) Casalini Libri (2.500 Ebook in sottoscrizione, streaming)
b) Read-me Libri (circa 1.200 Ebook in sottoscrizione, streaming)
c) Edigita (3.600 ebook, numero in crescita costante, in download con DRM a tempo modello one copy/one user)
d) Freading (ca. 30.000 ebooks in noleggio puro, pay per view senza esigenza di acquistare la copia e senza limiti di download per titolo)
Nelle prossime settimane presenteremo i nuovi accordi sui quali abbiamo lavorato per le biblioteche. E conterranno novità radicali rispetto a questi modelli già consolidati.
Al convegno AIB ho spiegato che esistono decine di “modelli” differenti e che starà alla bravura dei soggetti sul mercato cercare di proporne di sempre più interessanti alle biblioteche.
Ciò detto. Il modello Harper Collins (che limita a 24 downloads i prestiti digitali effettuabili da una biblioteca a fronte di una media americana di prestiti per titolo di 17!) è in Italia al momento applicato dal solo distributore Edigita che limita i download a 60 per copia acquistata (circa 4 volte la media americana).
Attenzione. Forse non è noto che questo modello implica due cose:
a) la biblioteca acquista una copia PER SEMPRE del file (utilizzabile per archivio, uso on site in biblioteca ed eventualmente deposito su device con i limiti di DRM fissati)
b) pacchetti di prestiti/download (fino a un massimo di 60 per copia, oltre i quali si torna ad acquistare la copia ammesso che fosse una sola: con 2 copie il limite diventa 120, ecc….)

Altri appunti di Matteo Sala:
Ho cercato di fare una sintesi della sessione pomeridiana di Libinnovando più direttamente rivolta alle biblioteche: “Digital lending” in biblioteca e nel mercato consumer. Lo stato dell’arte in Italia e le prospettive per gli editori.

L’approccio degli editori al digitale:

Per Renato Salvetti (Edigita) oggi l’editore è ancora privo di strumenti adeguati e si approccia al mercato digitale usando le stesse categorie (giuridiche, commerciali,…) del mercato tradizionale cartaceo.
Gli editori sono affascinati e spaventati dal DL, soprattutto perché non vogliono creare un modello di business digitale che possa mettere a rischio quello fisico attuale, che poggia sul libro cartaceo e sulla filiera (a partire dalle librerie): è per questo che gli editori meno presenti nel “mercato fisico” sono quelli più disposti ad investire nel digitale, perchè minori sono i rischi. Inoltre un errore sul mercato digitale ha una risonanza molto maggiore ed è più difficile da correggere.
Le soluzioni adottate (Adobe DRM a tempo o Pay per Use) per ovviare alle sfide del Digital lending creano problemi agli utenti e alle biblioteche.
Comunque oggi siamo davanti ad una grande rivoluzione della quale non si vedono e conoscono gli orizzzonti. Gli scenari cambiano rapidamente ma al momento il Lending viene visto dagli editori non in ottica consumer, tanto che uno dei vincoli posti dalla settantina di editori riuniti in Edigita prevede la possibilità di stringere accordi solo con operatori istituzionali, senza fine di lucro.
La DIGITALIZZAZIONE porta alla DISINTERMEDIAZIONE che dà più potere a chi produce HW piuttosto che i CONTENUTI. Non a caso Amazon ha circa il 70-80% del mercato USA.
E questa tendenza a sistemi monopolistici (Apple, Amazon) aggiunge al rischio economico (la creazione di un modello business che minaccia la sopravvivenza di autori ed editori) un rischio alla libera circolazione del pensiero, tramite forme di censura e boicottaggio (gli editori USA, che vendono il 30% dei periodici presso Wall Mart, richiedono al colosso della distribuzione di approvare le copertine per garantire che siano esposte sui suoi scaffali).

Francesco Rigoli (Simplicissimus) ha presentato la piattaforma Stealth che offre il pionieristico (in Italia) servizio di Digital Lending (a pagamento) per il mercato consumer (0,99 euro per 2 gg e 1,49 euro per 7 giorni). Il NOLEGGIO pare quindi essere un a forma accettata dagli editori per aprirsi anche al mercato consumer.
Ribadita inoltre la posizione di Simplicissimus sul DRM Adobe: inutile e dannoso all’atto dell’acquisto, utile e necessario all’atto del noleggio perchè permette comunque al lettore di assaggiare il libro e valutare l’acquisto garantendo al contempo all’editore un introito.
Spesso tra l’altro il vero DRM è il prezzo dell’ebook: minore il prezzo, più bassa la tentazione di andare a cercare una copia piratata.
L’attenzione si è poi spostata al mercato istituzionale, osservando come la forma tradizionale di prestito riprodotta in digitale ha poco senso, quindi sarebbe opportuno il superamento del format one copy one user per puntare al “pay per use”: in tal modo la biblioteca può mettere a disposizione un’ampia collezione e pagare solo per l’effettivo numero di copie prese in prestito. Non manca ovviamente un rovescio della medaglia: da un lato le resistenze degli editori che vogliono essere pagati subito, dall’altra le difficoltà amministrative delle biblioteche (impegni di spesa, approvazione bilancio, …) e il fatto che concretamente la biblioteca non possiede nulla (se non qualcosa che definirei “diritto di uso”.)

Qualche spunto anche dall’intervento di Nicola Cavalli (il padrone di casa cui va un sentito ringraziamento per l’intensa e fruttuosa giornata oltre che per l’ottima organizzazione) in rappresentanza di Ledizioni. Centrale il concetto di intermediario tra editori e biblioteche nell’era digitale: offrire un valore aggiunto che vada oltre il semplice passaggio di files, aiutando gli editori ad elaborare nuovi modelli, considerando che fatta la copia digitale l’editore può dare in fruizione una copia o un numero indefinito di copie. Cavalli ha annunciato di stare lavorando per superare il DRM Adobe. Aspettiamo fiduciosi!

La parola è poi passata a Virginia Gentilini, bibliotecaria presso la Biblioteca Sala Borsa di Bologna oltre che blogger su nonbibliofili.wordpress.com, che ha presnetato anche qualche numero sulla realtà oltreoceano.
Segnalerei che negli USA il tasso di biblioteche che prestano e-book è passato dal 72% nel 2010 all’82% 2011 (in quelle universitarie dal 94% al 95%). Solo il 15% delle biblioteche pubbliche presta devices contro il 12% delle universitarie.
(Mi pare che questo confermi come il prestito di e-reader sia destinata forse a sdoganare la novità e-book ma non può trovare poi sviluppi “sostenibili” al crescere di domanda e offerta.)
Inoltre il 76% delle biblioteche ritiene che gli e-book abbiano portato nuovi utenti alle biblioteche. Di contro la situazione italiana dove solo l’11% dei cittadini usa biblioteche contro una media UE del 35%.
Sottoscrivo la riflessione finale: la biblioteca può avere un ruolo nella diffusione della cultura digitale, ma questo implica che i bibliotecari sviluppino nuove competenze.

A coordinare l’incontro Giulio Blasi (MediaLibraryOnLine). Due dati sul servizio di e-book download fornito dalla piattaforma in accordo con Edigita: il 99% dei download vengono effettuati dagli utenti da casa; oltre alla licenza a tempo per l’utente (Il libro scade dopo 14 giorni) , anche le biblioteche devono riacquistare l’e-book dopo un certo numero di download (Sarebbe interessante capire su quale base è stata fissata tale soglia, indici di circolazione o altro?).
Infine, MLOL ha stretto un accordo con Library Ideas, che con il progetto Freading che offrirà alle biblioteche 13.000 titoli in lingua inglese (ma sono esclusi i grandi editori) con la formula del “pay for use”.


Dice Silvia Franchini <http://bibliosphera.tumblr.com/>:

A LibrInnovando 2011, giornata di discussione sul futuro dell’editoria svoltasi a Milano lo scorso 25 novembre, ho ascoltato la testimonianza di due “editori” digitali italiani che stanno sviluppando app per bambini.

Si tratta di elastico e di JekoLab.

Giorgia Conversi, editor di elastico app, ha presentato Pinocchio, una app per iPhone e iPad, un’avventura interattiva che offre una lettura immersiva ricca di animazioni ed effetti sonori al tocco, oggetti da trascinare, lanciare o spostare inclinando il tablet, personaggi che si muovono. Le musiche, la riduzione del testo, la sceneggiatura, le illustrazioni sono tutte nuove, così come il “motore” che fa funzionare il tutto, e sono il frutto di un lavoro di squadra.

Silvia Cobotti, pedagogista di formazione, ha invece presentato le app (fiabe, librioblò e ditamatte) di JekoLab (market apple e android) che si rivolgono a bambini dai 3 ai 5 anni. Sono proprio i destinatari, le competenze legate alla loro età, i loro bisogni e stili cognitivi ad essere alla base della progettazione. Obiettivo di JekoLab è quello di fondere la dimensione ludica con quella dell’apprendimento e di creare prodotti attraenti ma anche intelligenti e utili per lo sviluppo cognitivo dei più piccoli. A questo scopo, JekoLab lavora in stretta collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino che ne supervisiona e certifica la qualità e l’indirizzo formativo. …

LEGGI IL POST ORIGINALE


Cosa cambia nelle abitudini di lettura di chi sceglie di leggere un ebook? In che modo l’editoria affronta i cambiamenti che il digitale porta con sé? Qual è il ruolo del web nel determinare queste trasformazioni? A queste ed altre domande un gruppo di undici book bloggers, riuniti in occasione di LibrInnovando 2011, tenta di rispondere in questo libro.

LEGGI TUTTO

Autore: AA.VV.
Editore: Ledizioni
Collana: Editoria: Presente e Futuro
Formato: a stampa (brossura), ebook
Pagine: 280
Pubblicato in: novembre 2011
ISBN: 9788895994864


Da Beppe Pavoletti:

Digital Books and Your Rights: A Checklist for Readers si trova sul sito della Electronic Frontier Foundation all’indirizzo:  https://www.eff.org/wp/digital-books-and-your-rights

Pavoletti aggiunge: Il documento è scritto rivolgendosi ai lettori, ma quasi tutti gli argomenti trattati sono anche di interesse delle biblioteche, in modo particolare i punti dal 4 al 7.


Condivido il messaggio di Laura Testoni su AIB-CUR

ALA, l’Associazione dei bibliotecari americani, nel gennaio di quest’anno si e’ insediato un Gruppo di lavoro sul libro elettronico.  A giugno 2011 il gruppo di lavoro ha pubblicato 35 FAQ sugli E-book:
<http://www.ala.org/ala/aboutala/offices/oitp/e-book_faq.pdf>, documento snello e “di base” pensato per i bibliotecari.

Laura precisa che:

Questo documento parte da un presupposto che mi sento di condividere, indicato nella terza FAQ: “Perche’ le biblioteche dovrebbero offrire e-books?” – E la risposta e’: “Many readers have purchased dedicated reading devices or multipurpose computer tablets and expect the public library to offer e-book downloads as an extension of print library lending” (molti lettori hanno acquistato dei dispositivi di lettura e si aspettano che la biblioteca pubblica fornisca loro il download di e-book come naturale estensione del prestito dei libri stampati).

Ancora: Secondo uno studio Ipsos media, in Italia gli utenti di smartphone (che non dimentichiamo sono a tutti gli effetti dispositivi di lettura) sono 20 milioni, e sono aumentati del 52% rispetto al 2010
(purtroppo non ho la fonte Ipsos di prima mano, ma questo:
<http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/26/news/italia_smartphone-mania_gli_utenti_a_quota_20_milioni-22247656/>).
Questi 20 milioni di possessori di smarphone, quando (e sottolineo: se) busseranno alle nostre biblioteche per chiedere di essere approvigionati di cose da leggere, che risposta troveranno? Diremo loro che, per
tutelare la loro privacy, gli proponiamo solo libri di carta?

Non sfugge che non solo l’acquisizione di un e-book, ma qualunque gesto facciamo online, compresa una query su Google, comporta una micro-cessione della nostra privacy, e non sfugge nemmeno, come
giustamente sottolineato dalla EFF (ringrazio Beppe Pavoletti per l’indicazione), che i DRM limitano l’uso dei libri.

Il rischio da evitare pero’ e’ cristallizzare il dibattito. Non si tratta infatti di capire se l’e-book, nelle sue forme attuali, sia un bene o un male, o giudicare, per i nostri utenti, quale sia la tecnologia migliore; si tratta, a mio avviso, di conoscerle tutte, e compatibilmente con i costi, i benefici, le risorse e le possibilita’,
di offrire tutto, o perlomeno predisporsi a far provare tutto, nella consapevolezza dei limiti dell’offerta, dei colli di bottiglia, delle politiche talvolta miopi presenti nella filiera del libro, della posta in gioco.


LIBRINNOVANDO

IED, in via Bezzecca 5 a Milano.

Sessioni che si alterneranno durante la giornata:

- “Editoria Digitale & eBooks: la parola ai Books Blogger” – dove i books blogger più attivi della rete analizzeranno i temi del futuro dell’editoria digitale e degli eBooks dalla particolare prospettiva di chi, come i Books Blogger, è a diretto contatto con gli umori dei lettori e degli appassionati (e di conseguenza può carpire segreti e malcontenti di chi legge digitale oggi – problemi che molte volte sfuggono ad editori, autori e pubblicitari). I blogger vivono il cambiamento dell’editoria in prima persona ed in questa sessione ci riporteranno casi pratici, idee e riflessioni sul mondo eBooks ed Editoria Digitale (derivanti dalla loro attività e dai commenti e le discussioni nate sui loro siti/blog);

- Diritti per gli eBooks: la nuova frontiera della contrattualistica digitale” – dove un panel di grandi nomi come il Prof. Roberto Caso, l’Avv. Giorgio Spedicato  il Prof. Giovanni Ziccardi e il Dott. Valentino Spataro cercheranno di far capire quale sarà la nuova frontiera del diritto digitale in ambito di contratti, parleranno delle famosa Legge Levi, dei profili giuridici del social reading, del digital lending, della situazione dei social drm, della pirateria e della fruizione degli eBooks on the cloud, case history finale di chi vende diritto da 15 anni sul web;

- “Il marketing, il libro e il valore del contenuto“ si analizzerà come, in meno di dieci anni, i canali di promozione del libro siano aumentati in misura imprevedibile (e-commerce, piattaforme di distribuzione on line, GDO, social network, fiere ecc.). In casa editrice l’iniziale sperimentazione nell’uso di nuovi strumenti per marketing editoriale ha portato a rimodellare su nuovi parametri il rapporto con l’autore, con il lettore e con gli altri attori del mondo editoriale, spesso ridisegnando anche ruoli professionali. Cosa è cambiato e cosa sta cambiando nella promozione editoriale? Cos’è il “libro” da promuovere?;

-  “Contenuti & Contenitori: l’evoluzione dell’eBook e nuovi contenuti editoriali“ si parlerà di come la diffusione dei Tablet offra la possibilità di una diversa e nuova fruizione dei contenuti editoriali. Interattività, multimedialità, ipertestualità e condivisione costituiscono una definizione di ‘oggetto editoriale’ molto diversa da quello che è il tradizionale libro cartaceo. Web app, enhanced ebooks e app stanno cambiando radicalmente il tradizionale flusso di progettazione e produzione editoriale. Ma la rivoluzione dei contenuti digitali ridisegna anche la figura professionale dell’editor e segna l’ingresso di nuove professionalità nel panorama editoriale. Ma in che cosa consiste questa “rivoluzione”? Quali sono le reali opportunità? E inoltre: il contenuto è realmente l’attore principale di questa rivoluzione? La sessione sarà dedicata all’analisi delle caratteristiche dei nuovi “contenitori” per poi esplorare, attraverso riflessioni, percorsi e case history reali il panorama dei contenuti digitali;

- durante ”eBook, didattica, università ed elearning” si discuterà di come, la transizione al digitale per l’editoria universitaria, delinea un panorama molto complesso. I prodotti ed i servizi possibili si moltiplicano: riviste elettroniche, monografie digitali, manuali digitali, coursepacks digitali, piattaforme per l’apprendimento, database bibliografici, database full-text, sistemi di elearning, sistemi di autovalutazione, risorse multimediali e interattive: insomma molto più che solo eBook. Senza dimenticare la rivoluzione che è possibile per i sistemi di valutazione della ricerca e dei ricercatori. I device mobili hanno un ruolo importante anche in questo settore ed il loro utilizzo influenza la produzione e la progettazione dei contenuti digitali per la ricerca e l’apprendimento e per l’uso professionale. La sessione cercherà di esplorare questo universo attraverso la presentazione di case history concrete ed interventi di diversi attori del sistema;

- “Digital lending” in biblioteca e nel mercato consumer. Lo stato dell’arte in Italia e le prospettive per gli editori”: negli USA il “digital lending” è ormai un fenomeno trasversale al mercato bibliotecario e consumer. Ai classici operatori del settore bibliotecario si sono adesso aggiunti Amazon e B&N che gestiscono il prestito di ebook tra utenti e favoriscono lo sviluppo di community indipendenti dedicate (Lendle, EbookFling, Lendinik, ecc.). In Italia è allo start il servizio per le biblioteche (con MediaLibraryOnLine ed Edigita) e il mercato consumer viene affrontato in una logica “streaming” (Readmelibri) e in una logica di “noleggio” del titolo (Simplicissimus Book Farm). La tavola rotonda ha l’obiettivo di fare il punto su questo modello distributivo degli ebook in Italia e di evidenziare quali opportunità vengono offerte alle case editrici.
Apogeo: #LibrInnovando ed Apogeo assieme per diffondere la cultura dell’editoria digitale…dateci uno sguardo!

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